LABORATORIO SUGLI ELEMENTI BASE DELLA RELAZIONE DI AIUTO 1 intervento a cura di |
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Fare attenzione al linguaggio del corpo, al comportamento non verbale e paraverbale della persona che stiamo aiutando
IL COMPORTAMENTO NON VERBALE – VERBALE – E PARAVERBALE NELLA COMUNICAZIONE
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fine intervento
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2 INTERVENTO FORMATIVO
L’EMPATIA
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Una delle metodologie che è stato utilizzata è quella del racconto e della scrittura creativa.
Tutte le metodologie espressive che fanno leva sul processo creativo (cioè sulla capacità della persona di creare da se qualcosa di piacevole per se stesso) sono sempre molto utili ed ottengono sempre, in ultima analisi degli effetti positivi..Se poi la relazione con la persona che assistiamo e con la quale stiamo facendo quella determinata esperienza di scrittura cretiva e costruzione di storie è gestita dall'Operatore Assistenziale secondo i principi della empatia, dell'ascolto e dell'autenticità, sicuramente il clinete potrà beneficiare di effetti positivi, come per esempio:
Questi sono solo alcuni dei benefici (e non sono pochi per le persone che soffrono e vivono dele limitazioni anche imoste dala cultura e dalla nostra società) che è possibili valutare....altri ne vedremo in seguito.... anche per questa metodologia come per tutte quelle tecniche espressive, la stessa creatività dell'Operatore è molto imortante. Infatti più l'Operatore le ha sperimentate su di sè, e maggiormente potrà apportare dellemodifiche ed introdurre stimoli diversi nell'attività che propone al suo cliente-utente, a seconda di quanto l'Operatore stesso ritiene opportuno ed utile per la persona che sta assistendo.
Nella esperienza fatta in aula con la scrittura creativa si possono aggiungere divesi varianti, vediamone alcune:
E' sicuramente da tenere presente che tutto cio' favorisce la stimolazione del pensiero creativo, e spesso la possibilità di poter trovare altre soluzioni ai problemi personali o alle limitazioni che la sofferenze comporta per il vostro assistito. Non è da sottovalutare tra i benefici e gli effetti - nell'uso dei mezzi espressivi - sul sentimento di speranza della persona.....base per continuare a vivere ed esistere con un senso, nelle relazioni con le altre persone nel quotidiano. E' inoltre molto inteessante poter verificare anche gli effetti e i benefici che questo porta nella qualità del lavoro dell'Operatore Assistenziale. |
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| 3 INTERVENTO FORMATIVO |
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a cura di
dr. Francesco Montefinese
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Uno strumento concettuale ed opertivo utile a mantenere una relazione di ascolto ed empatia con la persona che stiamo assistendo è quello della
RIFORMULAZIONE
COSA SIGNIFICA RIFORMULARE? ridire con altre parole ed in maniera chiara e concisa ciò che l’altro ha appena detto
QUALI SONO GLI EFFETTI DELL’USO DELLA RIFORMULAZIONE? 1) utilizzare la conoscenza chela persona ha della suasituazione o problema
2)frantumazione della sensazione di solitudi- 3)libera la capacità di riflet-
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(ripete – non altera il senso della comunicazione)
2. riformulazione-chiarificazione
(rimanda elementi della comunicaz. della persona che sono rimasti più nascosti – da la possibilità di vedere un nuovo significato)
Ecco alcuni esempi di riformulazione chiarificazione, con i quali ci si puo' esercitare e sperimentare dando delle personali riformulazioni (U: sta per utente - O: sta per operatore)
es. (U)..mio cognato ha la pretesa di sapere sempre tutto. Secondo lui, non c’è che lui che conti. Non c’è che lui che abbia qualcosa da dire. Appena arriva la conversazione viene monopolizzata. Posso dire buona sera e andarmene.
(O)..il problema non è solo il modo di fare di suo cognato, ma anche il fatto che in un modo o nell’altro la tocca sfavorevolmente, la esclude sempre…
3. riflesso del sentimento
(coglie emozioni, sentimenti, stati d’animo nella comunicazione)
Ecco ancora altri esempi in cui non c'è una risposta di un operatore....puoi solo sperimentarti con la tua riformulazione del sentimento su questi brevissimi stralci di una comunicazione tra un ipotetico utente e operatore....provaci
es. (U)..il guaio con questo tipo di sensazioni piacevoli è che mi sento triste poiché so che dopo questi momenti di straordinaria forma, ricadrò nella mia depressione..
es.(U).. mio marito lavora in officina, ha un buon posto. Quanto a me io mi occupo dei miei figli e della casa e questo mi va molto bene..
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A questi momenti più strettamente teorici è seguita una esperienza in fatta in coppia in cui ognuno ha potuto iniziare a sperimentarsi nella relazione con l'altro utilizzando non solo cio' che era statoappreso e sperimentato negli incontri precedenti ma utilizzando anche lo strumento operativo sopra visto.
A questo punto è molto utile esplicitare e precisare alcuni aspetti. Lo strumento concettuale ed operativo appena visto all'interno di tutti i concetti - di cui abbiamo avuto negli incontri precedenti la possibilità di poter studiare e sperimentare in aula - è già di per se uno strumento ri-abilitativo. Si prospetta già di per se uno strumento che se costantemente impiegato crea - nella relazione con la persona da voi assistita - quelle condizioni fondamentali (da fondamenta, dunque necessarie) che permettono all'utente di iniziare non solo ad esprimersi - con tutti i benefici che di già questo comporta -, di potersi sentire libero di parlare anche di aspetti personali ed intimi fidandosi e non sentendosi più solo ed isolato, ma anche di iniziare a rendersi un pò più consapevole di come e cosa vive giorno per giorno. E' già di persè questa modalità relazione un intervento mirato specifico che abilità il normale flusso di coscienza dell'utente portando con se benefici anche inaspettati e la possibilità di ricerca di nuove soluzioni e adattamenti nonstante le sue condizioni.
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Fa seguito una sperimentazione con plenaria in aula sulle tecniche dell'ascolto e della riformulazione.
Nella seconda parte dell'intervento formativo è stata sperimentata una metodologia espressiva tramite espressione grafica (disegno e/o rappresentazione grafica di un incubo). Successivamente alla fase di rilassamento-focalizzazine ed espressine grafica - plenaria in gruppo perla presentazione dei lavori. Alcuni partecipanti si sono offerti spntaneamente per esporre il loro personale lavoro.
Precisiamo alcuni elementi metodologici e di utilizzo di questa seconda parte:
Il momento di rilassamento in genere è sempre molto utile per permetere alla persona di ritrovare il giusto livello di tranquillità e calma per spostare e focalizzare la sua atttenzione su immagini e sentimenti che possono essere suggeriti dall'operatore. Questa fase puo' essere condotta molto semplicemente chiedendo all'utente di mettersi in una posizione comoda o piu' comoda possibile per se stesso ed iniziare semplicemente a respirare lentamente e con la parte bassa del torace (diaframma). sono sufficienti una voce tranquilla dell'operatore ed un ambiente tranquillo per ottenere un effetto benefico di maggiore tranquillità. Le tecniche di rilassamento (tipo training autogeno sono ovviamente molto complesse ed interessanti, ma in questo caso è più che sufficiente una modalità condotta secondo quanto sopra detto.
L'operatore puo' decidere o di sua spontanea volontà - avendo probabilmente tacitamente intuito dall'utente il tema per egli importante - oppure puo' deciderlo in collaborazione con la persona che assiste di spostare - durante la fase di focalizzazione -l'attenzione su contenuti, aspetti, immagini, esperienze, emozioni, ma anche progetti e desideri futuri sia negativi che positivi, sia su esperienze dolorose e faticose che su esperienze al contrario piacevoli. Per esempio puo' far immergere l'utente in una immagine o esperienze positive che ha già vissuto in passato lontano o recente, e chiedere alla persona interessata se ci sono aspetti nuovi che intrvvede o nuove e diverse soluzioni, o aspetti che erano rimasti un pò più nascosti, e che, adesso alla luce di nuove esperienze può invece riutilizzare per la sua vita reale iniziando a prenderne consapevolezza.
La modalità espressiva utilizzata (della rappresentazione grafica e/o disegno) ha gli stessi effetti benefici che sono stati citati ed elencati nell' intervento precedente (vedi sopra). Ha inoltre una particolarità. Per il caratteristico funzionamento mentale dell'uomo, la focalizzazine sulle immagini è già una primo passo e a volte sufficiente ed esauriente per intraprendere nuove azioni e comportamenti di cambiamento nella vita reale quotidiana. Immaginare significa già iniziare ad elaborare dei possibili comportamenti ed azioni nella direzione di una migliore adattamento al quotidiano. La teoria sottostante a questo processo di funzionamento fa notare infatti che immaginare attiva a nostra insaputa già tutta una serie di schemi comportamentali ed emotivi che preparano ad una azione cncreta nella vita reale dellapersona. Si può facilitare dunque un migliore adattamento ed un inizio di superamento di difficoltà permettendo alla persona di immaginare in fase di rilassamento (come sopra esposto) situazioni particolarmente difficili per essa e questo elicita schemi comportamentali e vissuti emotivi che facilitano in qualche modo il soggetto...lo preparano a gestire la possibile situazione reale ed esterna che dovrà affrontare.
Con la fantasia e le immaginazioni si puo' giocare. per esempio chiedendo all'utente di immaginare come avrebbe voluto che andasse, piuttosto che fargli cercare un finale o una storia più adeguata e desiderata, piuttosto che fargli cercare le soluzioni anche le più creative e qualche volta improbabili.....gli si può chiedere inoltre di vedere quali sono stati i vantaggi, piuttosto che gli svantaggi....tutto il resto è lasciato alla capacità creativa e relazionale dell'opertore assistenziale...ciò che è importante è che tutto ciò sia utile in qualche modo all'utente anche se non immediatamente.
INTERVENTO FORMATIVO Operatori Assistenziali |
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PIANO DELL'INTERVENTO
- Aumento del numero di anziani e della loro proporzione rispetto ad altri gruppi di età
- Aumento dell’aspettativa di vita
L’aspettativa di vita nel mondo industrializzato è aumentata nel XX secolo drasticamente: dal vivere quasi fino ai 50 anni si è passato a viverne circa 80
Riduzione delle nascite
Riduzione della mortalità precoce
Controllo delle malattie
Miglioramento delle condizioni di vita (igienico-ambientali, alimentari, etc.)
Progressi della medicina e prevenzione
INVECCHIAMENTO DELLA POPOLAZIONE: Conseguenze
Prevalente dei soggetti di età >80 anni
•Donne molto anziane
•Patologie croniche-degenerative
•Numero disabili
•Spese previdenziali
•Spese sanitarie
Inoltre emergono nuove discipline e aree di interesse
Nuove Discipline
Nuove aree di interesse
Nuove figure professionali
Nuovi problemi
La Geriatria
La Gerontologia
La Psicogerontologia
La Psicologia dell’invecchiamento
La Psicologia dell’anziano
GERONTOLOGIA (Metchnikoff, 1903): Scienza multidisciplinare che si occupa della vecchiaia e dell’invecchiamento in tutti i suoi aspetti. (geronto “uomo anziano” e logos “conoscenza”)
GERIATRIA: (Nascher, 1863-1944). Specialità medica che si occupa delle malattie degli anziani. Si occupa degli aspetti medici della vecchiaia (prevenzione, diagnosi, trattamento e cura) (geronto “uomo anziano” e iatricos “trattamento medico” o “cura”.
GERONTOLOGO: Non è necessariamente un medico, implica multidisciplinarietà. Integra le conoscenze di diverse discipline per risolvere un problema (medico, psicologo, sociologo, biologo, avvocato, fisioterapista, etc..)
Alcuni effetti degli autostereotipi:
n> Reazioni psicofisiologiche difronte allo stress
n< Apprendimento
n< Longevità
nCondizionano le attività e le scelte degli anziani
STEREOTIPI E FALSE CREDENZE
Gerontologia e Geriatria
Da una visione deficitaria a una visione ottimista dell’invecchiamento: La Gerontologia positiva
Vecchiaia ¹ etá ¹ declino unidirezionale
L’invecchiamento é un processo naturale che comporta un declino differente e variabile da individuo a individuo (cambiamenti fisiologici, psicol..)
Variabilità,
Plasticità (o capacità di recupero)
modello Bio-psico-sociale
Ogni individuo invecchia in modo diverso
•Processo normale irreversibile
•Inizia dalla nascita
•Produce cambiamenti durante tutta la vita ma più negli ultimi anni
•É individuale e non è uniforme
Invecchiare non equivale ad avere un’età avanzata
Esistono diversi tipi di invecchiamento spesso interdipendenti tra di loro:
Invecchiamento biologico e cerebrale
Invecchiamento psicologico
Invecchiamento sociale
Principali assunzioni della Psicologia del ciclo di vita
Lo sviluppo ontogenetico è un processo che si sviluppa nel corso di tutta la vita
Lo sviluppo è multidirezionale e multidimensionale: le direzioni del cambiamento variano a seconda del tipo di comportamento. Durante gli stessi periodi di sviluppo alcuni sistemi mostrano degli icrementi ed altri dei decrementi nel livello di funzionamento
Lo sviluppo dell’individuo consiste in una concomitante presenza sia di perdite che di guadagni
Non tutti i processi vanno incontro a un decadimento con l’avanzare dell’età
I fattori socioculturali influenzano i cambiamenti psicologici
Lo sviluppo è caratterizzato da una notevole plasticità intraindividuale. Secondo le condizioni di vita e le esperienze che l’individuo ha fatto, il suo sviluppo prende diverse forme
Durante l’arco di vita si incrementa la variabilità
Esistono diverse forme di invecchiamento
CAMBIAMENTO
Da una parte abbiamo il declino che è di natura biologica
Dall'altra abbiamo la crescita in esperienza e sapienza
( Il paradosso dell’invecchiamento (Dewey, 1939)
Perdita di velocità nell’elaborare l’informazione
Perdita di velocità nella risposta di azione
Rallentamento delle abilità visuo-spaziali
I guadagni
La saggezza (Sternberg, Baltes, Baltes e Mayer)
Il Vocabolario
Conoscenze
Competenze sociali
Quando inizia la vecchiaia???
ESISTONO DIVERSI CRITERI
Da un punto di vista legale L’inizio della vecchiaia si fa coincidere con l’età del pensionamento: 65 anni. Ma realmente non esiste un momento di inizio uguale per tutti
INDICATORI FISICI
nCambiamenti nella forma di camminare
nCambiamento nel colore dei capelli
nCambiamenti della voce
nCambiamenti nell’elasticità della pelle
nCambiamenti delle facoltà visive e auditive
n
Non tutte le persone invecchiano o cambiano fisicamente allo
stesso ritmo
Declino nella risposta del sistema nervoso autonomo e centrale
Declino delle risposte fisiologiche
Perdita di massa ossea, osteoporosi
Declino delle capacità sensitive
Perdita di massa muscolare
Perdita di elasticità cutanea
Perdita dell’ equilibrio/stabilità
Morte neuronale
L’importanza dell’esercizio fisico INDICATORI PSICOLOGICI per il mantenimento
Diminuisce l’ energia
Il tempo di reazione aumenta
“Io ormai...alla mia età…” (attribuzione di ruoli da vecchi)
Perdita di controllo interno (autoefficacia)
Mancanza di interessi (Hobbies)
Sentimento di solitudine
Declino cognitivo. Attenzione, orientamento, memoria, intelligenza
Lentezza nell’apprendimento
di uno stato
ottimale di salute
Che cos’è la vecchiaia
E’ un concetto astratto
Non esiste una vecchiaia uguale per tutti ma un numero sempre maggiore di persone che riflettono, in età avanzata, caratteristiche genetiche peculiari per ogni singolo individuo e caratteristiche legate allo stile di vita ed all’ambiente in cui vivono.
L’interesse per l’invecchiamento positivo e competente. Un nuovo paradigma:
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Il nuovo paradigma “coincide con la ricerca delle condizioni, dei fattori (genetici, biomedici, personali comportamentali e sociali) e dei processi che permettono alle persone di invecchiare in modo competente e di funzionare bene anche nella terza età” (Baltes e Baltes
Attività fisica
Alimentazione equilibrata
Fumo e alcool
La cura del corpo
La prevenzione (malattia, cadute, etc..)
Benefici dell’ Esercizio Fisico
(OMS, 1999): Benefici fisiologici
Regola il livello di glucosio
Genera endorfine
Migliora il sonno
Incrementa la resistenza cardiovascolare
Incrementa la flessibilità
nIncrementa l’ equilibrio e il coordinamento
Rilassa
Riduce lo stress e l’ansia
Migliora lo stato d’animo
Migliora il funzionamento intellettuale
Migliora la psicomotricità
Promuove nuove abilità motorie
Migliora l’immagine della vecchiaia
Permette l’integrazione dell’anziano
Favorisce nuove amicizie e amplia la rete di appoggio sociale
Promuove le relazioni intergenerazionali
Riduce i costi sanitari e sociali
Migliora la produttività
Determinanti personali
e gestione delle situazioni
di pensiero
Fattori biologici
Stili di coping (capacita e stile nel risolvere i problemi) e adattamento (ricerca di informazioni, senso dell’umore, reinterpretazione, accettazione, etc)
La personalità (Estroversione, tenacia, flessibilità)
La gestione delle emozioni
Il concetto di sé
Stili attributivi e modelli di pensiero
Determinanti personali
e gestione delle situazioni
Auto-efficacia e sentimento di controllo
L’Ottimismo
Il pensiero positivo
Prosocialità e Altruismo
L’attività
L’attività mentale (memory training; attività mentali come crucigrammi, parole crociate, etc..)
-Plasticità
Determinanti Socio-ambientali
Le Relazioni interpersonali
Determinanti economiche (mortalità)
La Struttura familiare
Ambiente fisico (barriere architettoniche, pericoli, etc)
Livello di istruzione => riserva funzionale
Opportunità di formazione
ISOLAMENTO =>DECLINO FISICO E MENTALE
L’influenza delle Relazioni
Benessere psicologico e soggettivo
Capacità di adattamento
Stati emotivi, emozioni positive
Cognizioni dell’individuo
Autostima e concetto di sé, sentimenti di fiducia
Occasioni per realizzare le proprie potenzialità
Aiuto materiale e sostegno emotivo
Stato di salute fisica, l’adozione di comportamenti salutari
Longevità
AREE DI INTERVENTO
in cui l'operatore puo' contribuire in equipe
Promuovere la salute fisica e prevenire la la incapacità
Ottimizzare e compensare le funzioni cognitive
Equilibrio affettivo e della personalità
Massimizzare l’ impegno sociale
La valutazione funzionale punti fondamentali da tenere presente
Valutazione multidimensionale
Fisica psicologica e sociale
¨Stato di salute (cap. sensoriali, valutazione medica, uso di farmaci)
¨Stato psicoaffettivo (umore,ansia, depressione; interessi)
¨Stato Cognitivo (memoria, linguaggio, orientamento, calcolo, etc)
¨Comportamento (attività, abitudini, atteggiamenti etc)
¨Stato fisico funzionale (abilità della vita quotidiana, cura di sè)
¨Stato socio-economico (abilità sociali,supporto sociale, risorse economiche)
¨Condizioni ambientali (risorse ambientali, barriere architettoniche, servizi)
¨
¨La valutazione e’alla base di qualsiasi intervento
¨E’ necessario valutare e trattare gli anziani su base individuale
Essere seguito da un team (gruppo multidisciplinare)
VALUTAZIONE DELLO STATO FUNZIONALE
¨Alimentazione
¨Abbigliamento
¨Toilette personale
¨Fare il bagno
¨Controllo defecazione
¨Controllo minzione
¨Spostarsi dalla sedia al letto e ritornare
¨Montare e scendere dal WC
¨Camminare in piano
¨Salire o scendere le scale
¨Usare il telefono
¨Fare acquisti
¨Usare i trasporti
¨Saper gestire le proprie finanze
¨Assumere farmaci
¨Preparazione del cibo
¨
IL COUNSELLING CON ANZIANI:
EMPATIA
ASCOLTO ATTIVO
CHIAREZZA E COMPRENSIONE
FACILITATORE DELL’EMOTIVITA
abilità che bisogna possedere
ACCETTAZIONE E CALORE
AUTOCONTROLLO EMOTIVO
CAPACITA DI RISOLVERE I PROBLEMI
FACILITATORE DI INFORMAZIONI
FLESSIBILITA E SENSO DELL’UMORISMO
PSICOPATOLOGIA DELL’ANZIANO
•Le Demenze
•Stati confusionali
•Insonnia
•Abuso di sostanze
•Ipocondria
•Disturbo paranoide
•Disturbi di origine ansiosa
•Disforia senile
•Depressione
•Lutto patologico
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LA DEMENZA
E’ definita come una sindrome clinica caratterizzata dal declino preminente e precoce della memoria e da alterazioni di almeno una delle funzioni corticali superiori (afasia, aprassia, agnosia, incapacità di astrazione e programmazione), di entità tale da compromettere le usuali attività lavorative e sociali del paziente. Oltre ai sintomi cognitivi sono presenti sintomi non cognitivi che riguardano la sfera della personalità, l’affettività, la percezione e il comportamento.
I SINTOMI COGNITIVI E I SINTOMI NON COGNITIVI
Sintomi cognitivi e mnesici: Deficit mnestici, disorientamento temporale e spaziale, Aprassia Afasia, Alessia, Agrafia, Deficit di ragionamento astratto, di logica e giudizio, Acalculia, Agnosia, Deficit visuospaziali
Sintomi non cognitivi: depressione, comportamento aggressivo fisico o verbale, agitazione, rallentamento psico-motorio, Psicosi (deliri e allucinazioni), disturbi del ritmo sonno-veglia, disturbi d’ansia.
Elementi di terapia di Orientamento alla Realtà
E molto importante lavorare in equipe e soprattutto che l'operatore impieghi i concetti fondamentali della ripetizione e degli stimoli semplici e famigliari al paziente nella relazione con la persona malata. In questo modo amplierà di molto lì'effetto della terapia di orientamento alla realtà applicata dai riabilitatori o psicologo del'equipe.
Principale scopo della R.O.T. è orientare il paziente rispetto a sé, alla propria storia ed all'ambiente in cui è inserito. Aiutare il pz a mantenere la traccia di cosa gli accade intorno e di ridurre l’angoscia
Per raggiungere tale obiettivo vengono utilizzate informazioni ripetute e utilizzati strumenti che appartengono alla realtà della persona e alla sua vita quotidiana (orologi, calendari, foto, notizie, suoni, proverbi, notizie di attualità, ecc).
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Orientamento personale, memoria per i nomi
Schede personali
Orientamento nelle stagioni
Orientamento spaziale (il proprio indirizzo, città e paese)
Cose del passato e del presente
Memoria verbale, visiva,
wFluenza verbale
Attenzione uditiva, tattile e gustativa
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Orientamento personale
Quanti anni ha?
Qual’è la data del suo compleanno?
E’ sposato?
Chi sono le persone con cui vive?
Qual’è il suo indirizzo?
Come si chiamano i suoi figli/nipoti?
Qual’era la sua professione?
Terapia di Orientamento alla Realtà
Che data è oggi?
In che giorno della settimana siamo?
In che mese siamo?
In che anno?
In che stagione dell’anno siamo?
Com’è il tempo in questa stagione?
Che ore sono?
In quali giorni della settimana facciamo gli esercizi?
E a che ora?
Per quanto tempo ogni volta facciamo qua gli esercizi?
Mi dica i nomi dei mesi, cominciando dall’ultimo.
Mi dica alcune cose che succedono in inverno.
Quante domeniche ci sono in un mese?
Mi dica i giorni della settimana cominciando dall’ultimo.
Presentare attività semplici che aiutino a rinforzare l'autostima a ridurre la frustrazione e la noia di vivere, valorizzando le capacità residue della persona affetta da demenza.
Sollecitare i ricordi :
album fotografico, collage sulla vita vissuta (occupazione, interessi, …), parata di personalità (cartellone con immagini di persone che erano famose quando la persona era più giovane), percorsi geografici (visitare con l'ausilio di cartoline e carte geografiche i luoghi significativi)……
Lavoro sulla propria autopercezione rispetto all'immagine della propria futura vecchiaia.
Sono statisottolineati aspetti reali e problematici nel lavoro con gli anziani nei contesti delle coopertive sociali e delle cliniche private oltre che del lavoro in equipe.
Inoltre si è discusso molto, facendo anche degli esempi pratici, sulle tecniche creative ed espressive che possono supportare in alcuni momenti il lavoro a casa dell'operatore domiciliare nella direzione dei concetti della teraia di orientamento alla realtà.
INTERVENTO FORMATIVO 4 NOVEMBRE 2''7 |
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I pregiudizi e gli stereotipi e ad essi collegati le emozioni che caratterizzano tutt'oggi la malattia mentale, ma anche il più semplice disagio emotivo, comportamentale o sofferenza dell'anima, non sono affatto scomparsi...e forse non sarà mai possibile poter depurare questo tipo di esperienze umane da tali appunto pensieri stereotipati e pregiudiziali. La follia e la malattia mentale hanno una storia, attrversano i tempi, i luoghi e le culture arrivando fino ad oggi con residui ideici ancora molto importanti e condizionanti l'atteggiamento che la nostra stessa cultura e società assume nei confronti di chi soffre nella mente e infine nelle emozioni, nei pensieri, nel comportamento e nel suo adattarsi creativamente al vivere quotidiano.
Gli elementi storici di cui andiamo a leggere, pur nella loro brevità di informazioni, lasciano emergere diversi aspetti ed atteggiamenti culturali e sociali nonchè politici ed amministrativi nei confronti della sofferenza mentale. Paure se non angoscie inspiegabili di fronte ad un malato mentale, sentimenti di arresa e cedimento di fornte a qualcosa di così ancora inspiegabile per quanto si conosca oggi, logiche di potere e gestione di varie discipline scientifiche e branche della conoscenza umana. ma anche tentativi di gestire, curare, modificare, riabilitare.
Dal 200 d.C. al 1300: magia ed esorcismo Rimanendo nell’ambito della cultura europea consideriamo, in primo luogo, un ampio periodo, dall’Impero romano al Rinascimento italiano, durante il quale si confrontano, coesistendo o alternandosi, quattro diversi tipi di spiegazione della follia. La data del 200 d.C. non è casuale; dalla fine del secondo secolo, infatti, si afferma nel mondo latino la scuola medica di Galeno, che riprende l’impianto di studi di lppocrate, e che spiega il disturbo mentale come uno “squilibrio umorale” del cervello. Siamo, dunque, di fronte alla spiegazione organica del disturbo mentale. Ad essa si contrappone la spiegazione magica, strettamente legata alla cultura delle superstizioni, che collega il disturbo mentale a contatto con oggetti o animali, o a congiunzioni astrali: tutt’oggi sopravvive, nella credenza popolare e nel linguaggio, l’idea che alcuni disturbi siano da collegare alle fasi lunari; e “lunatico” è ancora il termine usato per riferirsi a persona che dà segno di mancanza di equilibrio. Il rimedio, secondo questa concezione, consiste in pratiche e rituali magici, uso di filtri, amuleti, formule che dovrebbero proteggere dagli influssi negativi. Diversa, anche se per molti aspetti simile o coincidente, è la spiegazione religiosa, per la quale colui che manifesta disturbi psichici è un indemoniato, un posseduto da spiriti maligni, l’intera comunità religiosa si sente coinvolta da questo fatto e interviene con provvedimenti che possono essere di segno opposto: la solidarietà, la preghiera, il ricorso ad esorcismi; oppure la persecuzione e il rogo. |
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’400 e ’500: il rogo dei folli ’600 e ’700: la segregazione |
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800: la nascita del manicomio La prima metà del ’900: psicoanalisi ed elettroshock |
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La seconda metà del ’900: la nuova psichiatria
Nel 1968 lo scenario italiano cambia. Viene approvata una nuova legge, la 431. Cosa stabilisce questa legge che prende atto dei fermenti e delle spinte di rinnovamento? a) l’insufficienza dell’assistenza psichiatrica basata esclusivamente sull’internamento in manicomio; b) l’istituzione di un servizio di assistenza psichiatrica territoriale attraverso la creazione dei centri di igiene mentale; c) la possibilità di entrare in manicomio anche volontariamente; d) l’abolizione dell’obbligo di annotare nel casellario giudiziario l’ammissione e la dimissione dal manicomio; e) nuovi criteri di organizzazione degli ospedali psichiatrici. |
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Da “MANUALE CRITICO DI PSICHIATRIA” di G. Jervis
“NON SI INSISTERA’ MAI ABBASTANZA SUL FATTO CHE IL COMPORTAMENTO DI QUALSIASI PERSONA, CHE SIA O MENO MENTALMENTE DISTURBATA (E ANCHE SE E’ DISTURBATA IN MODO MOLTO GRAVE), NON PUO’ ESSERE COMPRESO CORRETTAMENTE SE E’ CONSIDERATO IN MODO INDIPENDENTE RISPETTO AI TIPI DI RAPPORTI UMANI CHE QUELLA PERSONA NON SOLO HA INTRATTENUTO NEL SUO PASSATO, MA INTRATTIENE IN QUEL PRECISO MOMENTO”
L’assistenza psichiatrica dopo la 180
Il servizio psichiatrico presso l’ospedale generale
Viene effettuato all’interno dell’ospedale generale, non ha dunque un trattamento speciale o megloi un luogo speciale e segregante per il trattamento di disturbi e patologie mentali.
Il Day hospital
Spesso viene garantita la paziente di trascorrere alcune ore del giorno e della notte se è necessario all’interno dell’ospedale per potergli fornire un’assistenza la più possibile corretta e continuativa, consentendo allo stesso paziente di frequentare il proprio ambiente di vita famigliare o anche quelo del lavoro.
Il Centro di salute mentale
E’ collocato fuori dall’opedale, secondo lo spirito della 180. E’ i luogo dove possono essere organizzati i presidi ambulatoriali, le visite a domicilio, i centri diurni, la comunità terapeutica, i centri di riabilitazione i malati cronici, le case famiglia, le case alloggio, i posti di lavoro protetto, gli interventi terapeutici, le attività creative.
Il presidio ambulatoriale
Ha un preciso bacino di utenza nell’ambito delle AUSL. E’ dotatodi una equipe di specialisti, medici, psicologi, infermieri, assistenti sociali. Garantisce una attività psicoterapica individuale e di gruppo.
Il centro diurno
E’ una struttura che si rivolge a persone non a rischio di cronicità op già inizialmente cronici. Le persone frequentano il centro durante il giorno per partecipare ale varie attività lavorative e alle attività ricreative.
La comunità terapeutica
Dovrebbe essere in g rado di funzionare 24 ore su 24 per persone che non hanno una loro realtà famigliare o anche perché esistono tensioni tali da non poter garantire la vita della persona in famiglia.
Qui vengono praticate terapia individuali e attività di gruppo, lavorative e ludiche.
Centri di riabilitazione per malati cronici
Strutture per persone con malattie mentali croniche con attività di tipo riabilitativo e terapeutico.
Case famiglie
Sono costituite da case alloggi gestite normalmente da infermieri secondo modalità di tipo comunitario. Ospitano un piccolo gruppo di persone, che, se anche cronici, sono comunque autosufficienti.
Case alloggio
Esistono persone che patologie mentali che non possono contare s un proprio nucleo famigliare e che abbisognano di alloggi presso i quali pernottare, dopo aver trascorso la giornata al lavoro o frequentando strutture assistenziali diurne.
Punti di lavoro protetto
Questi ultimi permettono ai pazienti di vivere dignitosamente con un minimo di guadagno e di reinserirsi socialmente. I posti di lavoro protetto sono creati presso cooperative o anche nei normali luoghi di lavoro.
L’organizzazione mondiale della sanità così descrive i seguenti concetti
MALATTIA: MODIFICAZIONE NELLA STRUTTURA O NEL FUNZIONAMENTO DEL CORPO
MENOMAZIONE: PERDITA DI UNA FUNZIONA PSICOLOGICA, FISIOLOGICA, O ANATOMICA
DISABILITA’: LIMITAZIONE O PERDITA DELLA CAPACITA’ DI COMPIERE UN’ATTIVITA’ NEL MODO CONSIDERATO NORMALE PER UN ESSERE UMANO
HANDICAP: CONDIZIONE DI SVANTAGGIO CHE LIMITA ED IMPEDISCE LO S VOLGIMENTO DI UN RUOLO SOCIALE CONSIDERATO NORMALE IN RELAZIONE ALL’ETA’, AL SESSO E AL CONTESTO SOCIO-CULTURALE DELLA PERSONA